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Progetto sperimentale per la prevenzione Realizzato con il contributo della
Servizi per le famiglie Domande frequenti
A chi rivolgersi per una diagnosi La diagnosi di DSA può essere effettuata da specialisti quali Neuropsichiatri Infantili e Psicologi, utilizzando strumenti standardizzati.
La valutazione diagnostica può essere effettuata sia da un
professionista appartenente al Servizio Sanitario Nazionale sia da un Centro
specialistico . A chi rivolgersi per discutere il problema Le figure competenti per porre diagnosi di DSA sono specialistiche, come lo psicologo degli apprendimenti e il Neuropsichiatria infantile. Una volta ricevuta la diagnosi di DSA i genitori hanno la possibilità di confrontarsi con diverse figure professionali. In ambito sanitario, le figure di riferimento sono lo Psicologo, il Pediatra e il Neuropsichiatria Infantile. A scuola, i genitori possono rivolgersi direttamente al Dirigente scolastico, al referente scolastico per i DSA e agli insegnanti curricolari.
Infine, sul territorio possono essere contattate Associazioni
di volontariato, come l’A.I.D.
(Associazione Italiana Dislessia), nella figura del referente territoriale della
Sezione di appartenenza. Come comportarsi In presenza di difficoltà segnalate dalla scuola, si consiglia di effettuare una valutazione psicodiagnostica. Tanto più è precoce l’individuazione della difficoltà tanto prima è possibile attivare un intervento, prevenendo le possibili conseguenze psicologiche (ansia, rifiuto del compito).
Nel caso venisse effettuata una diagnosi di DSA, si
raccomanda di seguire le indicazione degli specialisti che hanno effettuato la
valutazione del bambino.
Nello stesso tempo, possono essere contattati anche il
referente della scuola o il referente dell’A.I.D.
per avere informazioni e chiarimenti. Infine, ma non per questo meno importante,
si raccomanda di sostenere il bambino nelle aree di competenza e nei progressi
ottenuti. Comportamenti da evitare In presenza di difficoltà di apprendimento, ci sono sicuramente una serie di comportamenti che insegnanti e genitori dovrebbero accuratamente evitare. Sottolineare gli insuccessi, evidenziare gli errori, far ricopiare i lavori già svolti sono esempi di “accanimento scolastico” che, oltre ad essere didatticamente errati, possono aggravare la situazione con importanti risvolti emotivi sul bambino. A tal proposito, si raccomanda anche di evitare continui confronti con i compagni, di definire il bambino come pigro e/o svogliato e, soprattutto a casa, di concentrare l’attenzione solo sulle competenze scolastiche a discapito di aree extrascolastiche (ad esempio l’attività sportiva).
Infine, la scuola e i genitori dovrebbero anche evitare un
utilizzo indifferenziato degli strumenti compensativi e dispensativi. Consigli utili In presenza di sospette difficoltà di apprendimento segnalate dalla scuola, si raccomanda ai genitori di effettuare una valutazione precoce sullo stato degli apprendimenti. In caso di diagnosi, si consiglia di sostenere l’utilizzo degli strumenti compensativi sulla base delle indicazioni diagnostiche e di fare riferimento alle figure competenti all’interno della scuola (Dirigente Scolastico e Referenti per la dislessia). Nello stesso tempo, la famiglia dovrebbe condividere con la scuola le difficoltà emerse al fine di garantire al bambino l’utilizzo degli strumenti previsti dalla normativa.
A casa, si raccomanda di sostenere le competenze nelle aree
extrascolastiche e, laddove fosse presente la necessità, chiedere sostegno e
chiarimenti alle Associazioni competenti (per esempio
A.I.D.) Una volta ricevuta la diagnosi di DSA il genitore può consegnare la relazione al Dirigente Scolastico della scuola di appartenenza del bambino. Gli alunni che possiedono la relazione dello specialista hanno diritto di usufruire di strumenti compensativi e dispensativi pertanto la scuola è tenuta ad applicare la normativa MIUR vigente per i DSA. (circolare del 5 Ottobre 2004, prot 4099/A/4 e successive).
All’interno di ogni istituto scolastico è presente un
referente “Referente per la dislessia” che può essere contattato dai genitori
per favorire la comunicazione tra famiglia, scuola e Servizi, per discutere
eventuali difficoltà incontrate dal ragazzo, per chiedere chiarimenti rispetto
all’applicazione degli strumenti compensativi e dispensativi all’interno della
classe. Cosa fare a casa I genitori sono invitati a seguire le indicazioni psicopedagogiche indicate dal professionista che ha effettuato la valutazione diagnostica del bambino. E’ nell’interesse del bambino mantenere i contatti con la scuola e i professionisti per favorire la collaborazione, potenziare e sostenere le aree extrascolastiche in cui il bambino è competente (es. attività sportiva), rinforzare e sostenere i successi. Anche a casa, come a scuola, si raccomanda di far utilizzare gli strumenti compensativi (tabelle, calcolatrice, computer….) nello svolgimento dei compiti al fine di sostenere l’autonomia.
Infine, sarebbe sempre opportuno evitare paragoni con i
compagni che riescono meglio e non sottolineare gli errori e la lentezza
esecutiva. Quali strumenti si possono utilizzare La categoria dei Disturbi Specifici di Apprendimento è piuttosto eterogenea, ogni bambino presenta difficoltà specifiche, è opportuno quindi utilizzare solo gli strumenti compensativi che vengono indicati dallo specialista che ha effettuato la valutazione diagnostica.
Tra gli strumenti compensativi troviamo: la calcolatrice, la
sintesi vocale e il correttore ortografico. |